Il ruolo autonomo del Medico di Famiglia
Il Medico di Famiglia opera per il servizio sanitario pubblico in convenzione, con un’autonomia professionale che gli consente di agire in scienza e coscienza, senza interferenze amministrative che potrebbero condizionare la valutazione clinica.
Questa autonomia non è un privilegio, ma una garanzia per il cittadino.
Non sorprende, infatti, che secondo diversi sondaggi il Medico di Medicina Generale sia la figura più apprezzata nella società civile, con livelli di gradimento che superano l’80%.
Una generazione di medici motivati ma sotto pressione
Gli studi medici sono oggi luoghi in cui convivono:
- tecnologie di ultima generazione
- sistemi di accoglienza efficienti
- collaboratori di studio radicati nella comunità
- una conoscenza diretta e personale dei pazienti
Eppure, proprio questa generazione segnala un rischio crescente: la progressiva burocratizzazione della professione, che rischia di soffocare la capacità di esercitare una medicina realmente vicina alle persone.
Il precedente britannico: un monito da non ignorare
Secondo molte analisi critiche, i risultati non hanno mantenuto le promesse: aumento del malcontento, difficoltà di accesso, perdita di continuità assistenziale.
Riproporre in Italia un modello simile, senza una valutazione approfondita degli esiti, rischia di replicare gli stessi problemi.
La metafora ricorrente nel dibattito è eloquente: continuare su questa rotta potrebbe significare seguire il Titanic verso l’iceberg, ignorando i segnali di pericolo e continuando a ballare mentre la nave affonda.
La formazione: ciò che non si impara frai banchi
è un percorso formativo unico, costruito nelle case dei pazienti, accanto ai tutor, dentro la complessità reale delle famiglie che seguiamo anche nell'età evolutiva della prole già a partire dai 6 anni.
Molti professionisti esprimono preoccupazione nel vedere nuovamente messo in discussione il valore di un'esperienza specifica, dopo anni di investimenti pubblici e personali.
Esistono competenze – relazionali, cliniche, organizzative – che non possono essere apprese in un’aula universitaria o nell'hub assistenziale, ma solo nel vero territorio spoke ovvero nello studio medico di prossimità e al domicilio dell'assistito, a contatto diretto con le persone.
Case di Comunità: strutture nuove solo nel nome?
In molte regioni, si tratterebbe di edifici già esistenti, ristrutturati e rinominati, senza un reale potenziamento delle risorse né una chiara definizione del ruolo della Medicina Generale al loro interno.
Allontanandosi dai contenuti offerti nelle reti professionali già capillarmente distribuite ovvero gli studi medici, il rischio è che all'interno del contenitore hub più centralizzato si consumi un progressivo deterioramento della qualità assistenziale.
Le riforme non si impongono: si costruiscono insieme
Una riforma che incide sul ruolo del Medico di Famiglia – uno dei pilastri fondamentali del Servizio Sanitario Nazionale – non può essere calata dall’alto, ma deve essere concertata con chi ogni giorno garantisce la tenuta del sistema.
Intere generazioni di medici di Medicina Generale hanno lavorato e continuano a lavorare ogni giorno molte ore oltre il dovuto, senza compensi aggiuntivi, per garantire la salute pubblica.
Per questo oggi la professione compatta chiede che il proprio ruolo non venga indebolito, ma riconosciuto e valorizzato.
Ultima opportunità per cambiare rotta
non si migliora l’assistenza distruggendo ciò che funziona, né indebolendo il rapporto fiduciario tra medico e cittadino.
Prima di trasformare radicalmente un modello che gode della massima fiducia della popolazione, occorre ascoltare chi lo sostiene ogni giorno con il proprio lavoro.
Solo così sarà possibile costruire un modello che rispetti i diritti dei cittadini, la dignità dei professionisti e i valori democratici del nostro Paese.
Bibliografia normativa:
- Costituzione della Repubblica Italiana, art. 32 – Tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività.
- Costituzione della Repubblica Italiana Art. 39 e 40 Cost. – Libertà sindacale e contrattazione. La contrattazione collettiva del personale sanitario è materia riservata ai contratti collettivi nazionali
- Art. 3 e 97 Cost. – Ragionevolezza e buon andamento. Ogni riforma deve essere coerente, non discriminatoria, sostenibile, basata su criteri oggettivi.
- Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni – Riordino della disciplina in materia sanitaria, in particolare:
- art. 8 – Accordi Collettivi Nazionali e disciplina del rapporto convenzionale;
- art. 19, comma 2 – Autonomia professionale del medico convenzionato.
- Accordo Collettivo Nazionale (ACN) per la disciplina dei rapporti con i Medici di Medicina Generale, triennio 2016–2018, prorogato – Principi di autonomia professionale, responsabilità clinica e rapporto fiduciario.
- Decreto Ministeriale 23 maggio 2022, n. 77 – Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza Territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale (Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali, Infermiere di Famiglia e Comunità).
- Decreto Legislativo 17 agosto 1999, n. 368 – Attuazione della direttiva 93/16/CEE relativa alla libera circolazione dei medici e al riconoscimento reciproco dei loro diplomi, con istituzione del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (CFSMG). Il (CFSMG) è regolato da norme primarie e direttive UE
- Direttiva 93/16/CEE del Consiglio dell’Unione Europea – Riconoscimento reciproco dei diplomi, certificati e altri titoli di medico e coordinamento delle disposizioni legislative.
- Corte Costituzionale, sentenza n. 275/2016 – Prevalenza dei diritti fondamentali sulle esigenze di bilancio nella gestione dei servizi pubblici essenziali.
- Corte Costituzionale, sentenza n. 169/2017 – Limiti all’applicazione di criteri meramente economicistici nell’erogazione delle prestazioni sanitarie.
- National Audit Office (NAO), Regno Unito – Rapporti di valutazione sulle Primary Care Networks e sulle Care House (varie edizioni).
- British Medical Association (BMA) – Documenti di analisi critica sull’organizzazione della primary care britannica e sugli effetti delle riforme centralizzate.
- House of Commons Health Committee (UK Parliament) – Report parlamentari sulla riorganizzazione della primary care e sulle criticità delle strutture aggregate (Care Models).
- Primary care networks: are they fit for the future? - PMC
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