Secondo lo studio longitudinale sui fattori determinanti la domanda di Cure Primarie pre e post-pandemia da Covid, pubblicato su BMC Health Serv Res nel 2025, ad un aumento dell'1% dei pazienti registrati over 80 è stato associato a un aumento del +38,7% degli appuntamenti per paziente al mese.
Negli ultimi 10 anni, la popolazione italiana ha mostrato un progressivo invecchiamento, con un aumento di 2,2 per mille tra il 2015 e il 2024. Questo andamento è legato alla diminuzione della fecondità e all’aumento della speranza di vita. Le stime indicano che il processo proseguirà, con un ulteriore incremento di 3,2 per mille tra il 2025 e il 2030. Nel complesso, si registra un aumento del 24,7% della popolazione con più di 65 anni, accompagnato da un numero crescente di anziani e da una riduzione della popolazione giovanile. Le proiezioni suggeriscono che, nel 2050, un italiano su tre avrà più di 65 anni e che la quota di ultraottantenni salirà dal 6,5% (del 2026) al 16,3%.
A maggio 2026 sul nostro gestionale di studio medico sono registrati 177 assistiti over 80 (media 86 anni) pari al’12% della popolazione assistita come medico di Medicina Generale.
Per fronteggiare telefonate continue, urgenze improvvise, agenda sovraccarica, burocrazia che sottrae tempo clinico, pazienti da accogliere e richieste da gestire senza sosta, lavorare di più non basta. Serve lavorare meglio, serve organizzare il lavoro quotidiano per non tagliare i servizi sanitari. Se da una parte si potrebbero analizzare i fattori precipitanti del deterioramento clinico nella popolazione più fragile, dall'altra si potrebbe misurare l'impatto delle azioni proattive programmate e alcuni indicatori organizzativi che migliorino il flusso del lavoro e riducano la dispersione di energia. Nel libro "Studio di Medicina Generale Efficiente" si compie un passo in questa direzione di maggior sostenibilità e umanità sia per i Colleghi che nelle Cure Primarie ci lavorano sia verso le persone che vi si affidano.
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